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CGIE

LEGGE ISTITUTIVA DEL CGIE
(Legge 6.11.1989 n. 368, modificata dalla Legge 18.6.1998, n. 198
e Regolamento emanato con D.P.R. 14 settembre 1998 n. 329)

Art. 1
1. E’ istituito il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE).
1. bis. Il CGIE è l’organismo di rappresentanza delle comunità italiane all’estero presso tutti gli organismi che
pongono in essere politiche che interessano le comunità all’estero.
2. Il CGIE, in aderenza ai principi affermati dagli articoli 3 e 35 della Costituzione, ha il fine di promuovere e
agevolare lo sviluppo delle condizioni di vita delle comunità italiane all’estero e dei loro singoli componenti, di
rafforzare il collegamento di tali comunità con la vita politica, culturale, economica e sociale dell’Italia, di
assicurare la più efficace tutela dei diritti degli italiani all’estero e di facilitarne il mantenimento dell’identità
culturale e linguistica, l’integrazione nelle società di accoglimento e la partecipazione alla vita delle comunità
locali, nonché di facilitare il coinvolgimento delle comunità italiane residenti nei Paesi in via di sviluppo nelle
attività di cooperazione allo sviluppo, e di collaborazione nello svolgimento delle iniziative commerciali aventi
come parte principale l’Istituto nazionale per il commercio estero, le camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura e le altre forme associative dell’imprenditoria italiana.

Art. 2
1. Per l’attuazione dei fini di cui all’articolo 1 il CGIE provvede a:
a) esaminare, in armonia con lo sviluppo politico, culturale, economico e sociale dell’Italia, i problemi delle
comunità all’estero, in particolare per quanto attiene alle condizioni di vita e di lavoro dei singoli e delle
comunità medesime nel loro insieme, alla formazione scolastica e professionale, al reinserimento in attività
produttive ed alle altre esigenze di coloro che decidono di rimpatriare;
b) formulare, su richiesta del Governo o dei Presidenti dei due rami del Parlamento, pareri e, di propria
iniziativa, proposte e raccomandazioni, in materia di iniziative legislative o amministrative ed elettorali dello
Stato o delle regioni, accordi internazionali e normative comunitarie concernenti le comunità italiane
all’estero;
c) promuovere studi e ricerche su materie riguardanti le comunità italiane e di origine italiana nel mondo,
collaborando alla organizzazione e alla elaborazione degli stessi;
c-bis) verificare e promuovere i processi di integrazione delle comunità italiane nelle strutture sociali ed
economico-produttive del Paese ospitante e di valorizzazione dell’identità nazionale delle comunità italiane
all’estero.

d) elaborare una relazione annuale con proiezione triennale da presentare, tramite il Governo, al Parlamento,
nella quale si valutino gli eventi dell’anno precedente e si traccino prospettive ed indirizzi per il triennio
successivo.
d-bis) contribuire all’elaborazione della legislazione economica e sociale che ha riflessi sul mondo
dell’emigrazione.

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